Astitit regina. Corona regale e libertà repubblicana nel linguaggio figurativo e letterario della nobiltà genovese
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Parole chiave

Repubblica genovese
Letteratura politica
Iconografia
Libertà
Corona

Come citare

Leandri, G. (2023). Astitit regina. Corona regale e libertà repubblicana nel linguaggio figurativo e letterario della nobiltà genovese. Finxit. Dialoghi Tra Arte E Scrittura Dal Medioevo all’Età Moderna, 2, 81–108. Recuperato da https://www.finxit.it/index.php/finxit/article/view/14

Abstract

La classe aristocratica che dirige la Repubblica genovese ha il costante compito di garantire la stabilità interna e l’autonomia dalle ingerenze esterne. Gli scritti polemici ed esortativi sull’attività del governo trovano eco presso i nobili più attenti alla gestione del potere. I testi letterari si possono trasformare talvolta in messaggi figurativi che vengono esibiti nelle ricche dimore nobiliari. Un caso sorprendente è quello del doge Giacomo Lomellini che all’inizio del Seicento riproduce in una serie di affreschi un poema che Ansaldo Cebà aveva dato alle stampe con l’intento di educare il ceto dirigente alla salvaguardia della libertà e alla pratica delle virtù civili. La corona, considerata tradizionalmente icona del potere, diventa l’immagine di un percorso culturale e figurativo che pone in evidenza le contraddizioni e le aspettative insite nella rappresentazione della regalità.

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